IL CONSIGLIO DI STATO RIBALTA IL VERDETTO DEL COMUNE: ACCOLTI I RILIEVI DI ITALIA NOSTRA SULLA VARIANTE AL R.U. DEL COMUNE.

FINALMENTE UNA BUONA NOTIZIA !

Pubblichiamo e diffondiamo l’articolo di “Nove da Firenze” che ne ha dato notizia ieri. Qui sotto anche il testo dell’osservazione di Italia Nostra.

https://www.nove.firenze.it/stop-alla-variante-urbanistica.htm

Osservazione di Italia Nostra alla Variante al R.U. del Comune di Firenze

ALBERO MONUMENTALE O MONUMENTO ALL’INCURIA E AL “VANDALISMO IN CASA”?

Resti di olmo monumentale in piazza Vittorio Veneto

L’immagine dei resti di un olmo più che centenario che qui riproduciamo  sono state scattate in questi giorni in Piazza Vittorio Veneto nella porzione che immette nel Parco.

In base alla legislazione nazionale e regionale sugli alberi monumentali, recentemente precisata dalla legge 10/2013, nel Comune di Firenze sono stati censiti e inseriti nell’elenco degli alberi monumentali 12 esemplari e 6 di questi alberi risultano in spazi verdi pubblici e quindi affidati all’Amministrazione Comunale, come si può ricavare dalla pagina relativa del sito Verde on Web del Comune di Firenze.  Nonostante la genericità delle indicazioni riportate nelle schede (per esempio non è riportata l’indicazione del codice numerico che contraddistingue ogni alberatura urbana né il riferimento alla cartografia del verde urbano fiorentino, tuttora uno dei documenti più misteriosi e inaccessibili ai cittadini che volessero consultarlo) si può formulare l’ipotesi che ciò che rimane oggi di questo esemplare di olmo sia appunto l’olmo monumentale riportato al numero 6 nell’elenco degli alberi monumentali con questa descrizione:

 “ genere: Ulmus; specie: minor; localizzazione: Piazza Vittorio Veneto.Q1; altezza: 23 metri; circonferenza: 310 cm.; stato di conservazione : discreto; grado di visibilità: ottimo – spicca in altezza tra gli alberi dell’aiuola lungo i viali; caratteristiche: raro esempio di longevità dati i gravi problemi patologici del genere Ulmus. “ ( i dati sono ricavati da una visita al sito effettuata martedì 14 maggio 2019, nostri Il grassetto e la sottolineatura della parte finale della descrizione)

Con altre due foto, qui di seguito riportate e scattate nel maggio del 2015, documentiamo come 4 anni fa quest’albero presentasse ancora una chioma abbastanza folta ed estesa.

Questo stupendo monumento vegetale in assenza di cura e manutenzione oltre che di attenzioni minime e fondamentali che sarebbero state necessarie ad una pianta di questo valore è ormai da oltre un anno ridotto ad un lacerto, ad uno scheletro, ad un rudere ancora vivente.

Gli amministratori che hanno in custodia le alberature della città ci dovrebbero spiegare come è possibile che in un arco così breve di tempo una pianta dichiarata “monumentale” sia stata ridotta in queste condizioni.

La pianta oggi così ridotta acuisce la tristezza e il degrado che nonostante le promesse fatte in occasione  della realizzazione  della linea 1 della tranvia (pedonalizzazione e ripristino dell’ingresso al parco secondo il disegno del Poggi) suscita la piazza Vittorio Veneto, tagliata in due dalla trincea del viale interrato e ridotta su entrambi i lati a parcheggio di superficie a pagamento e a spazio per ogni  tipo di manifestazioni pseudo ricreative, festivaliere e commerciali.

Più che albero monumentale oggi i resti di questo olmo costituiscono il monumento all’incuria e alla barbarie di quelli che Antonio Cederna in un suo libro del 1956, ancora oggi attualissimo, parlando dei responsabili delle manomissioni e distruzioni dei beni culturali del nostro paese, definiva “vandali in casa”.

UN “GRAY NEW DEAL” PER FIRENZE ?

Una nostra amica, intellettuale fiorentina di rango, ci scrive: “Leggo su ‘Repubblica’ una lettera di dieci professori (a me ignoti) che sostengono la costruzione delle linee 3 e 4 della tramvia, tra le firme c’è quella di Tomaso Montanari. Nemmeno su di lui si può più contare per salvare questa povera città !!!”

La lettera agli aspiranti sindaci, intitolata “Mobilità. Ambiente, casa: così si progetta una nuova città”, pubblicata il 10 maggio, è firmata, oltre che da Montanari, da docenti e laureati di dipartimenti economici e giuridici che vivono a Firenze. Il documento si inserisce nell’ iniziativa “Un Green New Deal per l’Europa”, lanciata recentemente da DiEM25, movimento democratico transnazionale promosso da Varoufakis che indica in un’ economia decarbonizzata e circolare il perno di una rinascita economica e sociale europea. Declinato a livello locale ecco quindi “Un Green New Deal per Firenze”. Nel documento, che a noi ricorda il Piano strategico del 2001, insieme a invocazioni sulla sostenibilità ambientale e a discutibili proposte per le abitazioni, si chiede anche “la costruzione delle linee 3 e 4 della tramvia”, un “metrotreno” di superficie tra Campo di Marte e Rifredi (sic) e “una tramvia che colleghi la zona sud della città al Chianti”.

Lo scorso 13 aprile questo movimento ha lanciato a Firenze Antonella Bundu  quale candidata sindaca della sinistra (Rifondazione Comunista, Sinistra Italiana, Possibile e MdP). La Bundu ha dichiarato che “ Tramvie e bus devono raggiungere i quartieri 2 e 3 collegandoli con il centro fino al Duomo, connettendo non solo i luoghi turistici ma tutte le località strategiche per il traffico dei pendolari”.

Secondo noi, come già aveva scritto qualcuno nell’Appello “Per salvare Firenze”, all’interno del “pacchetto Nardella 2019” non si possono fare distinguo. Accettarne una parte, le tramvie, rifiutando Foster, Tav, Aeroporto, Stadio, ecc. vuol dire appoggiarlo del tutto. Tanto più che il Sindaco uscente dichiara da tempo che sulla  questione del proseguimento delle tramvie si gioca il suo secondo mandato. Tanto che, chi non ne chieda l’immediata interruzione, rischia di trasformarsi, volente o nolente, in una lista di appoggio per la sua rielezione. Lo stesso vale, per inciso, anche per il M5S che parla di “compatibilità ambientale delle tranvie”.

Più sorprendente della cordiale Antonella Bundu è tuttavia la presenza fra i docenti di Tomaso Montanari, il quale, così puntuale, con la sua rubrica “Le pietre e il popolo” (su Il Fatto quotidiano), nel denunciare le colate di cemento che minacciano il Bel Paese, si dimostra quanto meno distratto verso quelle colate che, causa tramvie, si stanno spalmando sulla rete primaria della sua città e persino sulle pietre e i giardini del suo amato Centro storico.

Quest’ultimo e i Viali ci Circonvallazione non sono soltanto interessati da un vincolo paesaggistico ma anche da un vincolo culturale.Nel Codice dei Beni Culturali  i beni pubblici di valore storico [g) le pubbliche piazze, vie, strade e altri spazi aperti urbani di interesse artistico o storico – art. 10, c.1, 3] sono beni di interesse culturale a tutti gli effetti, dei quali va conservata l’integrità, il significato, la “riproduzione” nel tempo. A cominciare dalla dalle cortine verdi che fiancheggiano gli spazi concepiti da Giuseppe Poggi.

Dispiace che  un difensore attento e puntuale della tutela del patrimonio culturale qual’è Tomaso Montanari, affrontando questioni trasportistiche e infrastrutturali, delle quali non è un esperto, sostenga soluzioni impattanti, costose e mal progettate, quali le linee tranviarie sin qui realizzate.

Dimenticando quanto da lui più volte affermato e cioè che se si offendono le pietre si offende anche il popolo.

UN MONITO PER LA GIUNTA CHE VERRA’

L’ASSEMBLEA DI BELLARIVA BOCCIA IL PROGETTO DELLA TRAMVIA

L’assemblea che si è svolta a Bellariva per discutere del progetto della Linea 3.2 della tramvia è stata un successo del Comitato di Bellariva che ha interrotto la serie di lanci elettorali con i quali la Giunta Nardella intendeva trattare il tema. Circa 200 cittadini hanno potuto ascoltare il parere di tecnici ed esperti invitati, malgrado le indebite pressioni del Comune per condizionare l’ordine del giorno. Obbiettivo questo in parte conseguito, visto che la lunga esposizione del responsabile delle Nuove infrastrutture e Mobilità, Vincenzo TartaglIa, e di Davide Salvo, di Architecna, ha trasformato l’incontro in un contraddittorio con i tecnici invitati e con i cittadini. Per quanto confusa, l’assemblea è stata un’esperienza di democrazia e partecipazione dalla quale l’opera non esce certo promossa.

In un comunicato del 13 aprile inviato al Sindaco, il Comitato Bellariva, portavoce del Social Street Bellariva, afferma tra l’altro:

Il ponte che sfocerà in Via Minghetti così come descritto, sarà impattante e invasivo, tenendo conto anche delle scuole presenti

Non si ha la certezza del destino degli alberi esistenti nel percorso. Questo pare si possa capire solo in corso d’opera.

Non è vero che la tramvia NON avrà pali come precedentemente descritto in stampa su tutti i giornali. La tramvia prevederà percorsi con e senza pali. Quindi Giannotti non avrà i pali, Lungarno Colombo sì.

Social Street Bellariva

Al di là di specifiche richieste ci sono considerazioni più generali da fare.

Parallelamente ad una accelerazione poco lucida dei progetti tranviari si registra una diffusa disinformazione e scarsa partecipazione dei cittadini, costretti a rincorrere gli avvenimenti sulla più grande opera infrastrutturale dall’epoca dell’abbattimento delle mura.

Per far funzionare la Linea 3.2 è necessario prolungare la Linea 2 per S. Marco. Per questa saranno 85 i pali necessari alla rete aerea, proseguendo con lo scempio della Fortezza e della Stazione.

Se si guarda il preliminare per la Linea 4, si vede che una situazione analoga si creerà sul viale Fratelli Rosselli in corrispondenza dell’attuale fermata Porta al Prato-Leopolda. Un piazzale di manovra nel Centro storico che si aggiungerà a quello di S.M. Novella.

Gli alberi abbattuti lungo il percorso della Linea 3.2 saranno centinaia, portando ad un completo stravolgimento paesaggistico di un bene culturale – i Viali del Poggi – tutelati da un vincolo culturale e paesaggistico e all’abbattimento di altre alberate nella città consolidata.

Malgrado l'”occupazione” dell’assemblea da parte dei tecnici del Comune e di Architecna, dal dibattito sono emerse altre importanti criticità.

  • È inconsistente la principale motivazione della tramvia, la necessità dei 3.000 passeggeri/ora per senso di marcia (estendibili a i 6-8000 con questo tipo di sede dedicata): questi numeri si raggiungano solo con l’artificio di tagliare le linee bus e “scaricarle” sul tram.
  • Il traffico privato rimarrà comunque superiore al 60% e verrà fortemente (talvolta inutilmente) penalizzato su tutta la rete stradale primaria, sui principali nodi e su tutti gli incroci, con semafori “asserviti”.
  • Mentre molto minore sarà la capillarità del servizio, aumenteranno drasticamente gli interscambi anche scomodi, come in Piazza della Libertà.

Il capolinea della Linea 4 in adiacenza alla fermata Porta al Prato Leopolda sul viale Fratelli Rosselli.

Nuovo ponte stradale di fronte a via Minghetti (Bellariva) sul quale verrà dirottato il traffico che oggi utilizza il Ponte da Verrazzano, quasi totalmente occupato dalla tramvia. L’opera avrà un impatto rovinoso per le aree verdi sulle due sponde dell’Arno.

Trasformazione in terreni edificabili delle aree agricole lungo la via del Pian di Ripoli nella Variante al Piano strutturale del comune a sud est. Attorno alla linea tranviaria, si prevedono due ettari di parcheggio scambiatore, un deposito carrozze grande quanto lo stadio Franchi, servizi per il capolinea (area di scambio bus-tramvia). Un enorme consumo di suolo e la distruzione di una preziosa area agricola di margine sono effetti di cui tener conto valutando costi e benefici della Linea 3.2        Bath on the River

IN QUESTA CAMPAGNA ELETTORALE, SUL TEMA TRAMVIE, SI ASSISTE AD UNA SOSTANZIALE DESISTENZA DELLE FORZE POLITICHE DELL’OPPOSIZIONE.

C’E’ DA CHIEDERSI QUANTI DI COLORO CHE HANNO ANIMATO LA MANIFESTAZIONE CONTRO LA NUOVA PISTA DELL’AEROPORTO DEL 30 MARZO SANNO CHE IL PROSEGUIMENTO DELLE TRAMVIE FA PARTE DELLA STESSA PARTITA, QUELLA DELLE GRANDI OPERE FIORENTINE, IN CUI SONO COMPRESI IL NUOVO STADIO, LA CITTADELLA VIOLA, OLTRE AL TUNNEL TAV E ALLA STAZIONE FOSTER.

DI TRAMVIA SE NE PARLA

Sul proseguimento dei progetti tranviari per il Centro storico (VACS T2) e per i viali del Poggi fino a Bagno a Ripoli (T3.2) si continua a discutere in città, anche animatamente. In questi giorni alcuni articoli su La Nazione e su due quotidiani on line hanno parlato di discussioni e di una lettera della quale ci eravamo fatti latori noi stessi due mesi fa.

https://cittadiniareafiorentina.wordpress.com/lettera-al-ministro-delle-infrastrutture/

Segnali da non sottovalutare per un’ Amministrazione che dà per realizzati quei prolungamenti tranviari, elevati a vessillo di un’agevole rielezione. Tanto più che i candidati dell’opposizione, compreso quello del centrodestra, parlano di alternative al tram e di valorizzare la ferrovia.

Campagna elettorale a parte, per decidere insieme su un tema di tale importanza occorre uscire dalle tifoserie e dalle assemblee orchestrate dall’alto, rimettendo in campo l’informazione, la competenza, il confronto organizzato e praticato dal basso.

https://www.stamptoscana.it/comitato-bellariva-incontro-con-il-sindaco-deludente-tradita-la-partecipazione

https://www.nove.firenze.it/tramvia-il-nuovo-ponte-in-arno-divide-bellariva-e-gavinana.htm

CITTA’ IN MARCIA

GLI ABITANTI DELLA PIANA E I LORO SINDACI DICONO BASTA AL CONSUMO DI SUOLO, ALLE NOCIVITA’ E AL NUOVO AEROPORTO INTERCONTINENTALE

Più di 5000 persone hanno manifestato sabato 30 marzo sui 5 km che vanno dal Polo Scientifico di Sesto F.no fino a Peretola per protestare contro la prevista pista dell’aeroporto Vespucci e in difesa del Parco della Piana. Presente il variegato mondo dell’ambientalismo e dei comitati, contrari all’ inceneritore e alla nuova pista, ma anche la FIOM, i collettivi studenteschi ed esponenti di diversi partiti politici. La novità era rappresentata in prima fila dai Sindaci di sei comuni che si affacciano sull’area, in rappresentanza di più di 300.000 abitanti preoccupati per la propria salute e per quella dei propri figli.

In una lettera inviata alla vigilia e firmata dai primi cittadini di Prato Matteo Biffoni, di Campi Bisenzio Emiliano Fossi, di Poggio a Caiano Francesco Puggelli, di Carmignano Edoardo Prestanti, di Calenzano Alessio Biagioli e di Sesto Fiorentino Lorenzo Falchi essi ricordano che il Governo, “senza dare ascolto alle istanze delle comunità locali”il 6 febbraio “ha deciso di andare avanti con un progetto che avrà pesantissime conseguenze sul futuro del nostro territorio e sul suo sviluppo, cancellando il Parco della Piana e vanificando oltre 30 anni di pianificazione urbanistica. L’esito della Conferenza dei servizi non ha però messo la parola fine alla battaglia contro la realizzazione del nuovo aeroporto di Firenze. Pensiamo che siano valide ed attuali tutte le motivazioni che ci hanno portato a presentare il ricorso al Tar che andrà in udienza il prossimo 3 aprile e che potrebbe rimettere in discussione un’opera impattante, legata ad una visione di futuro limitata che avvantaggia pochi a scapito di molti”.

Dietro di loro i veri protagonisti dell’iniziativa: gli abitanti della Piana, un popolo di famiglie con bimbi anche piccoli, studenti, lavoratori e pensionati. Tra loro anche molti fiorentini i quali, in caso di realizzazione del nuovo aeroporto, sarebbero sorvolati dal 20% dei velivoli, soprattutto nei quartieri settentrionali, da Campo di Marte fino a Novoli.

Intanto i sostenitori dell’opera, sempre ben accolti sulla stampa locale, invitavano i partecipanti ad “andare a manifestare a Brozzi, a Peretola, a Quaracchi dove oggi 20.000 persone ogni giorno vivono nel rumore: a loro la nuova pista migliorerà la vita”Essi dimenticano però che nel 2003 un decreto di Via relativo al precedente Piano aeroportuale, aveva imposto di sanare il disagio dei residenti delocalizzandone alcuni, rendendo obbligatorie le mitigazioni dall’impatto acustico nelle abitazioni ed imponendo misure di sicurezza per lo scalo, tra cui l’interramento dell’Autostrada per allungare la pista. Secondo alcune associazioni  l’inottemperanza di quel decreto invaliderebbe l’attuale perché per legge non è possibile presentare un nuovo Masterplan senza aver ottemperato alle prescrizioni del precedente decreto Via.

Intervistato in apertura di campagna elettorale Il Sindaco di Firenze Nardella che dovrebbe rappresentare gli altri 378.000 abitanti del bacino ha affermato con  tracotanza: Ormai la pista è una realtà. Abbiamo vinto e mi fa piacere che dopo il novantesimo minuto chi era contrario e voleva sviluppare solo l’aeroporto di Pisa, si è ricordato che invece va sviluppato anche quello di Firenze, riferendosi alla Lega, la quale, con qualche eccezione, chiede di essere annessa alla cabina di regia delle grandi opere fiorentine (nuovo Stadio e nuova Pista).

La baldanza del Sindaco però potrebbe farlo inciampare su qualche dettaglio, come l’iter del ricorso al TAR dei sindaci la cui risposta ci sarà a metà mese, la stessa chiusura e verbalizzazione della Conferenza dei Servizi e la difficoltà di combinare tempi e modalità del grande domino tra Toscana Aeroporti, Unipol e Comune per acquistare i terreni di Castello, spostare Mercafir e far posto all’edificazione della Cittadella viola e dello Stadio.

Va ricordato che un’ approvazione con 143 prescrizioni, quella del Master Plan, non è in realtà un’approvazione e in questo senso, prima del decreto legge di approvazione occorre mettere in mora il Ministero delle Infrastrutture ed il suo responsabile perché ne sospenda l’iter e riapra quel processo partecipativo che sulla questione del “Vespucci”non c’è mai stato.

PREVEDENDO ANCHE L’OPZIONE ZERO O IL FORTE RIDIMENSIONAMENTO DI UN AEROPORTO CHE SORGE IN MEZZO AD UNA CITTA’.

PER SALVARE LA PIANA E LA SALUTE DEI SUOI CITTADINI.

L’ Area naturale protetta Stagni di Focognano, grande zona umida posta nel comune di Campi Bisenzio, verrebbe cancellata dal nuovo aeroporto.

LA PARTECIPAZIONE DEL SINDACO

Invitiamo a leggere e a diffondere questo puntuale articolo di Stefania Valbonesi che descrive un altro episodio molto eloquente di come intendono la partecipazione il Sindaco di Firenze e la sua Giunta: come per il patrimonio delle alberature urbane, per loro la partecipazione più che una risorsa e un valore è un problema ed un fastidio.

https://www.stamptoscana.it/comitato-bellariva-incontro-con-il-sindaco-deludente-tradita-la-partecipazione/#disqus_thread