COME TI ALLARGO LA SCUOLA

TI TAGLIO GLI ALBERI E TE NE PROMETTO TANTI PIU’ BELLI CHE PRIA


Il cantiere della nuova scuola media tra via Sirtori e via Centostelle

Domenica 2 dicembre il Quartiere 2, d’intesa con alcuni commercianti e alla presenza della vice sindaco Giachi, aveva organizzato una assemblea presso la scuola Carducci in via Ugo Bassi per presentare la nuova scuola media Dino Compagni, i cui lavori di costruzione sono già a buon punto. Chi ha organizzato l’assemblea in aula magna ha rifiutato il confronto, anche se membri del Comitato di Campo di Marte avevano chiesto di intervenire. Un confronto frettoloso tra preside, progettista e cittadini si è poi svolto nella successiva visita al cantiere quando, nei capannelli spontanei, c’è stato uno scambio di vedute. Della vicenda ci eravamo già occupati con un post un anno fa – Ruspe risanatrici e danni collaterali – nel quale avevamo ricostruito la storia di questo vecchio edificio scolastico, per il cui risanamento dall’ amianto (due casi di mesoteliosi pleurica) si erano impegnati per anni gruppi di genitori e il Consiglio d’Istituto. Successivamente la “Dino Compagni” era stata elevata a vessillo politico da un Renzi rottamatore, il quale tentò anche di ricorrere ad un project financing che produsse soltanto ritardi e lievitazione di costi. 

Purtroppo tutto ciò è avvenuto a spese di un’area verde sottoposta a vincolo paesaggistico dal ’53, con più di 80 piante di alto fusto di circa 70 anni di età, decurtata per piu’ di un terzo nella sua consistenza (31 gli alberi abbattuti tra cedri, platani, pini che saranno sostituiti con alberi da frutto e decidui di piccola taglia). Anche perché la legittima richiesta di sicurezza e di maggiore superficie delle aule, avanzata a suo tempo dai genitori, aveva prodotto la collaterale anomala estensione della palestra, un impianto per competizioni nazionali, su richiesta, pare, delle società sportive appoggiate dalla maggioranza del Q2.

Italia Nostra-Firenze, il CCTA (Coordinamento Cittadino Tutela Alberi) e il Comitato di Campo di Marte nel febbraio 2018 avevano avuto un incontro con il progettista ing. Mazzonie la vice sindaco Giachi, riuscendo a strappare qualche limitata mitigazione degli abbattimenti che a quell’epoca erano giunti a più di venti esemplari.

La vicenda si inserisce nella più generale disastrosa gestione del verde in città che da alcuni anni si caratterizza per tagli indiscriminati di alberate e altrettante improvvide sostituzioni di interi filari e specie arboree, in nome della sicurezza e della risposta ai cambiamenti climatici.

Ennesima dimostrazione questa che l’amministrazione sta svolgendo un ruolo di profonda diseducazione civica, opponendo le ragioni della sicurezza, gestita in modo carente (per esempio con il ricorso esclusivo a prove visive – VTA – commissionate a professionisti esterni con compensi ridicoli) a scapito della salubrità ambientale. In questo caso l’ampliamento di spazi educativi e sportivi avviene a spese del paesaggio e della salute e in assenza di qualsiasi controllo da parte del Servizio comunale del verde, latitante su aspetti istituzionalmente di sua competenza.

INTANTO IN DIVERSE CITTA’ EUROPEE E DEL MONDO LE AMMINISTRAZIONI PIU’ ATTENTE E SENSIBILI DOTATE DI UFFICI E STRUTTURE PER LA GESTIONE DI QUESTO PATRIMONIO, COMPIONO TUTTI GLI SFORZI POSSIBILI PER SALVAGUARDARE IL CAPITALE VERDE CHE, OLTRE A SVOLGERE BENEFICI EFFETTI PSICOLOGICI, RALLENTA IL GRAVISSIMO CAMBIAMENTO CLIMATICO IN ATTO SUL PIANETA.

FIRENZE A RISCHIO: DOMANDE DI RESIDENTI AL SINDACO DARIO NARDELLA

Ormai ridotti a poco più di diecimila gli abitanti di Firenze entro la cerchia dei viali e nell’ Oltrarno fanno spesso sentire la loro protesta contro il rapido inabissarsi del centro storico, svuotato di residenti stabili, banalizzato, messo a reddito e travolto dal turismo massificato. A volte, come in questo caso, non si tratta di singoli comitati “di scopo”, o dI reti associative che reagiscono alla Turistificazione, ma della voce spontanea di chi vorrebbe ancora riconoscere in quei luoghi l’ eco nobile della storia, trovandovi invece solo il turpiloquio. Noi qui vogliamo dare voce anche a loro.

Signor Sindaco, lei governa da quattro anni la nostra città, pertanto vogliamo chiederle, a proposito di “competenza, concretezza e credibilità” da lei invocate per governare:

1 – FIRENZE A RISCHIO: Non le pare che la sua storytelling della città sia falsa e autoreferenziale? La realtà è che i residenti-resistenti sempre più infelici non hanno vita né servizi adeguati e che i turisti interessati alla città d’arte non possono vedere i monumenti perché  umiliati da presenze improprie e dal caos da lei promossi. Non le sembra che ciò costituisca il rovesciamento degli obiettivi di una città patrimonio dell’ UNESCO ?

2 – FIRENZE CITTÀ TARDO FUTURISTA: Signor Sindaco, perché ha continuato a promuovere la realizzazione di una tramvia che ha sconvolto la città con una tecnologia superata da anni quando esistevano tecnologie senza pali, disponibili da tempo e ampiamente realizzate in Francia ?

3 – LA CITTA’ OSCENA: Signor Sindaco, pensa che gl’ introiti del Comune giustifichino il consumo indiscriminato della città ? Perché ha promosso l’occupazione di suolo pubblico con dehors (passati dai 3.000 mq del 2011 a 14.000 mq), bancarelle, ombrelloni, sedie, baracche di ogni tipo e tollera cartelli e quant’ altro nei marciapiedi, nelle strade e nelle piazze, anche le più belle ?

4 – PIAZZE : Signor Sindaco, non le sarebbe sembrato opportuno rivolgersi a personale qualificato per ‘toccare’ le piazze storiche della città ? Anziché spacciare per “progetti di riqualificazione” poco più che semplici lastricature ?

5 – VERDE PUBBLICO : Signor Sindaco, non le sarebbe sembrato opportuno rivolgersi a personale qualificato e competente per mantenere il nostro prezioso verde urbano, già inferiore alla media nazionale ? E anziché abbatterlo selvaggiamente e sostituirlo con essenze estranee al contesto, curarlo e potenziarlo ?

6 – INQUINAMENTO : Signor Sindaco, oltre a quello ambientale (polveri sottili e CO2 che respiriamo), a quello visivo e acustico, si è accorto che la città puzza ? Pensa forse che il proliferare di negozi di profumi della Toscana, dell’Elba, di Venezia, di Fiesole e quant’altro serva a mitigare il ‘profumo’ di fogna, dei cavalli, del cibo, del vomito e dell’urina ovunque ?

7 – ZTL : Signor Sindaco, perché non ha il coraggio di modificare la sigla ZTL in ZNCC (veicolo a noleggio con conducente) vista l’occupazione sistematica anche dell’area pedonale da parte di questi furgoni in occasione dei sempre più numerosi “eventi” e della continua invasione dalla costa di sciami di turisti quotidianamente sbarcati dalle grandi navi da crociera ?

8 – MOVIDA MOLESTA : “Dorme Firenze sotto il raggio della luna…” così si cantava negli anni ’50. Oggi, a causa della incontrollata movida, Firenze non dorme più. Quali seri provvedimenti ha preso al proposito, al di là di vuoti proclami ?

9 – CINEMA E MATRIMONI : Signor Sindaco, lei pensa che il destino della città sia quello di diventare una esclusiva location per matrimoni vip, eventi vari, set cinematografici, a scapito della vivibilità dei suoi cittadini?

10 – BISTECCA UNESCO : Signor Sindaco, lei la preferisce raw, medium o well done ? Ma che ne dice di trippa e lampredotto ?

11 – LE CHIAVI DELLA CITTÀ : Signor Sindaco, lei le ha date a tutti. Sarà il caso di cambiare la serratura? Anzi, cambiamo il sindaco.

Un gruppo di residenti di Firenze

IN CINA SI ESCE DALL’ ETA’ DEL FERRO

NE’ TRAM NE’ BUS PER IL TRASPORTO DI MASSA

Il veicolo ART della CRRC in servizio nelle strade di Zhuzhou (Hunan)

Mentre Firenze si riempie di funeste palificate con croci di ferro e ragnatele di rame da piazza della Stazione fino ai viali e presto dentro il Centro storico, in Europa ci si pone da tempo il problema di tramvie senza catenaria (fili e pali). Ciò è stato realizzato per adesso solo per brevi tratti all’ interno dei nuclei storici (Besançon, Bordeaux, Saragozza, Padova, ecc.). Non ci si pone invece il problema dell’ eliminazione dei binari, se non riducendoli ad uno, come nel caso delle tramvie su gomma. Il gruppo francese Bolloré ha proposto recentemente il “blue tram”, bus a guida autonoma e modulabili, con ricarica alle fermate ed un’ autonomia limitata. Il sistema è stato adottato sperimentalmente a Parigi nel 2015, in occasione della Conferenza sui cambiamenti climatici promossa dall’ Onu, ma non è stato poi esteso. In generale comunque bus elettrici a batterie,come il recente Aptis della Alstom, si stanno diffondendo in diverse città, anche se questa modalità non riesce veramente a far concorrenza all’ auto.

Pertanto appare come una vera rivoluzione il tram su gomma cinese, con binari virtuali, già entrato in servizio nella città di Zhuzhou (quasi 4 milioni di abitanti), dove un prototipo era stato realizzato nel 2017.

Vedi anche: Il tram del futuro non ha rotaie

Il filmato che vi invitiamo a vedere (in inglese, durata 20’)

dimostra che in tempi molto rapidi, i ricercatori della CRRC (produttore cinese di materiale rotabile), basandosi su tecnologia europea e cinese, hanno messo in servizio una modalità nuova che chiamano ART  (Autonomous Rail Rapid Transit) a metà tra tramvia e bus, senza rete aerea e senza binari. Il veicolo, a guida autonoma ma vincolata con un lettore ottico a strisce tracciate sulla corsia, può affrontare raggi di curvatura di soli 15 m. e pendenze elevate. La fascia di ingombro in curva è più stretta di quella di un bus (3,83 m. rispetto a 5,74 m.). Il veicolo può essere guidato anche manualmente,uscendo dalla corsia per evitare gli imbottigliamenti, in base ad un sistema di controllo centralizzato del traffico. L’innovazione principale riguarda il tipo di batteria capace di ricaricarsi in 10’ al capolinea e in 30’’ alla fermata, con un’ autonomia di 25 km. Ovviamente questa infrastruttura leggera, oltre che più duttile, è molto più economica di qualsiasi tram classico.

Il Sindaco Nardella l’anno scorso aveva ventilato l’ipotesi di un jumbo bus per completare l’ infrastruttura portante di Firenze in direzione est, ma poi aveva dovuto fare marcia indietro poiché il finanziamento europeo è vincolato ad infrastrutture su binari.

Evidentemente il culto totemico del ferro è ancora irrinunciabile per i nostri ferro-tranvieri.

A Firenze per rispondere al grande successo di pubblico delle linee tranviarie si pensa di aggiungere altri moduli a quelli attuali, portando la lunghezza dei convogli a 42 m. e anche gli “esperti” non nascondono la preoccupazione per la situazione che si sta creando attorno alla Stazione, circondata da binari su cui passerà un convoglio ogni due minuti. Qualcun altro invece non esita a riproporre il proseguimento della T2 per P. za S. Giovanni fino a P. za S. Marco, spacciando questa vecchia soluzione per il servizio al centro.

La tecnologia più che matura, adottata a Firenze venti anni fa (guida vincolata su ferro, alimentata da catenaria  con altissimo costo a chilometro) ha già raggiunto il suo picco massimo. Purtroppo anche gli annunciati nuovi tram (batterie a ricarica veloce o con linea di contatto a terra) annunciati da Hitachi Rail Italy, la multinazionale che costruisce i “Sirio” a Pistoia, non rinunciano ai binari e comunque sembrano in ritardo. Stiamo investendo su un prodotto di terzultima generazione mentre in tutto il mondo, da Stoccolma a Las Vegas, dalla Francia alla Cina, si pensa ad altro, investendo su veicoli evoluti e su nuovi sistemi di alimentazione che si adeguano alla mobilità del XXI secolo.

L’ AMMINISTRAZIONE FIORENTINA, DIMOSTRATASI INCAPACE DI IMMAGINARE ED ESIGERE MODALITA’ DI TRASPORTO PIU’ IDONEE, MA ABILE AD USARE LE LINEE DEL TRAM COME MEZZO DI PROPAGANDA ELETTORALE, DOVREBBE INFORMARSI MAGGIORMENTE E SOPRATTUTTO DOTARSI DI DIRIGENTI E TECNICI ALL’ ALTEZZA.

AMMESSO E NON CONCESSO CHE LA NORMATIVA VIGENTE CONSENTA INTERVENTI INNOVATIVI DI QUESTO TIPO.

IN CASO CONTRARIO, NEL GIRO DI POCHI ANNI, LE NOVITA’ RIGUARDANTI LA MOBILITA’ CI VERRANNO IMPOSTE DALLE MULTINAZIONALI OPERANTI NEL SETTORE.

UN INCONTRO IN OCCASIONE DELLA GIORNATA NAZIONALE DEGLI ALBERI

Pubblichiamo la locandina dell’incontro organizzato dal Comitato dei Cittadini del Quartiere 4, da Italia Nostra Firenze, dal Coordinamento Cittadino Tutela Alberi

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URBANISTICA A’ LA CARTE

Ancora non ci eravamo ripresi dalla approvazione della variante al Regolamento Urbanistico di Firenze che, di fatto , sostituisce il restauro e il risanamento edilizio con la ristrutturazione edilizia, che rende ammissibili gli stessi interventi, dalla ordinaria manutenzione fino ad una fantomatica ristrutturazione edilizia “limitata”  (frazionamenti interni,  mutamenti di destinazione d’uso con qualche adattamento volumetrico), per  tipologie edilizie le più diverse, dalle emergenze di valore storico-architettonico, purché non vincolate dalla Sovrintendenza, agli edifici di interesse documentale, dimostrando così di considerarle tutte equivalenti, con buona pace delle analisi storico tipologiche degli anni ’80 e ’90 .

Ed ecco che leggiamo su Repubblica del 6 novembre che l’Ordine degli Architetti, non pago dei risultati raggiunti con l’approvazione della suddetta variante, dichiara che non basta. Occorre infatti “allargare le maglie dei vincoli e valutare caso per caso cosa sia possibile fare e cosa no”. E la risposta del Comune , per bocca dell’Assessore Bettarini, non è scandalizzata, anzi: propone di parlarne dal momento che ritiene giusto il ragionamento degli architetti in quanto contiene una riflessione aderente ai bisogni della vera tutela:  gli architetti  non si accontentano della ristrutturazione “limitata”,  no, vorrebbero poter fare anche le demolizioni, le modifiche di sagoma, delle coperture, dei livelli dei piani. Per questo chiedono che il prossimo Regolamento approcci in modo diverso il patrimonio edilizio esistente differenziando la classificazione e la tutela in relazione alle caratteristiche dei singoli edifici. Ma come? Non esistevano già le tipologie edilizie differenziate che consentivano interventi diversi a seconda della loro rilevanza storica e monumentale? Ma avevamo capito che una tale normativa risultava troppo restrittiva e che gli stessi Ordini professionali avevano chiesto che le norme venissero modificate, come è stato fatto col nuovo Regolamento Urbanistico e con le sue varianti. Insomma, con la scadenza del RUC, nel 2019, si assisterà ad ulteriori novità e si vedrà se ci sarà un ritorno al passato, cosa di cui è lecito dubitare, oppure, circostanza più probabile, si darà via libera ad una urbanistica à la carte.

Intanto apprendiamo, sempre da Repubblica, in un articolo di Cesare De Seta del 7 novembre nel quale si fa un po’ di storia dell’abusivismo in Italia, che “Berlusconi anche quest’anno è tornato a promettere condoni edilizi”:  secondo il suo pensiero, basterebbe dichiarare l’inizio dell’attività e il rispetto delle leggi. I controlli si farebbero solo dopo (ed in ogni caso si opererebbe affinché ciò che è stato costruito rimanga).

Per quanto si tratti di casi assai differenziati, da una parte regole per il patrimonio storico fiorentino appena approvate, dall’altra una normativa nazionale soltanto ipotizzata che vorrebbe collegarsi ad un interventismo “di necessità” , si assiste ad una tendenza generale che appare assai preoccupante: non sembra difficile pensare che in ogni caso l’iniziativa del privato si sovrapporrà sempre di più a quella del pubblico, sia esso  Stato o Ente locale, fino a sostituirsi totalmente ad esso, contravvenendo ad ogni parvenza di logica urbanistica (fatte salve, si capisce, le procedure burocratiche). Sempre più spesso, con l’aiuto delle nuove normative, il privato potrà scegliersi gli interventi edilizi che più gli convengono e le modalità per farseli approvare.

In particolare, per ciò che riguarda Firenze, “città d’arte”, tutte le recenti e presumibilmente future modifiche alle normative riguardanti il patrimonio edilizio esistente, soprattutto quello compreso nel centro storico, sembrano finalizzate all’allontanamento dei residenti per venire incontro ad una economia sempre più legata al turismo. Frazionamenti, mutamenti delle destinazioni d’uso, demolizioni interne anche dei solai, sono interventi che mirano a realizzare i cosiddetti “affitti turistici”, una buona rendita  e un richiamo irresistibile per qualsiasi proprietario cui sia lasciata la libera scelta fra un corretto restauro del proprio appartamento per abitarlo, o un disinvolto stravolgimento per  mettere a profitto le superfici ed i volumi a sua disposizione.

Ricordando con Pier Luigi Cervellati che senza residenti non c’è città, riteniamo che il nuovo indirizzo urbanistico assunto dal Comune di Firenze vada nella direzione contraria ad una corretta tutela che preveda sì il risanamento necessario ad una moderna residenza ma ponga un deciso freno a quegli interventi che snaturano l’anima di una città: a questo proposito citiamo la proposta di legge che lo stesso Cervellati assieme alla associazione Bianchi Bandinelli ha messo a punto per la tutela della residenza.

http://www.bianchibandinelli.it/2018/11/11/una-legge-per-salvare-le-citta-darte-intervista-a-vezio-de-lucia/

ATTACCO AL VERDE PUBBLICO

Per la maggioranza del Consiglio comunale
gli alberi di Firenze non sono una risorsa ma un problema !

Alberi sul viale Gramsci a rischio di abbattimento

Pubblichiamo in proposito il comunicato stampa congiunto del Coordinamento cittadino tutela degli alberi e di Italia Nostra Firenze

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Lo scorso 8 novembre in Commissione Ambiente del Comune di Firenze è passata, con 9 voti a favore più i 3 astenuti dell’opposizione ed un solo emendamento, la mozione n.1798 per “un censimento delle alberature le cui radici alterano la pavimentazione stradale”.

Tale esito non fa altro che confermare quanto già sospettato in occasione dell’incontro pubblico tenutosi circa 15 giorni fa al Teatro Reims per la presentazione del progetto linea 3 della Tramvia, contemplante l’abbattimento degli alberi che rendono oggi vivibile l’asse viario Viale Giannotti-Viale Europa: chi amministra e chi governa a Palazzo Vecchio considera le alberature urbane un problema ed un ostacolo, e non una risorsa ed un bene comune, un filtro per gli inquinanti, un antidoto alle temperature torride, etc. Inoltre, è altrettanto grave che siano gli alti dirigenti a dettare la linea politica al Sindaco e a decidere, senza alcuna competenza in merito, di cosa fare del verde pubblico.

Anche il Consiglio Comunale e i suoi organi di indirizzo come le commissioni sono relegati ad organi di mero supporto a quanto deciso da alti funzionari e dalla Giunta.

Ciò che attiene alla politica non compete ai tecnici dirigenti. A riprova di ciò, grande è stato l’imbarazzo che ha colto nell’aula del Consiglio Comunale l’Assessore Alessia Bettini al question time del 22 ottobre scorso. Ella ha dovuto ammettere gli errori, ripetuti e palesi, che i tecnici del Comune hanno compiuto classificando decine di alberi come pericolosi (vedasi DD 04900 del 6 luglio 2018), quando i tecnici che il Comune stesso aveva incaricato nel recente passato, dicevano che quegli stessi alberi erano solo da monitorare, ma erano sostanzialmente in buone condizioni (classi B e C). Tutto questo è attribuibile ad una semplice svista?

All’European Green Capital Award del 2018 ovviamente nessuna città italiana è stata candidata. Torino è una tra le città più alberate al mondo (unica italiana) secondo il Green View Index (2018). Firenze invece sembra essere in controtendenza con le green city policies del resto del Mondo.

Risulta veramente sconcertante che un Consiglio Comunale e il suo organo operativo in merito, cioè la Commissione Ambiente, invece di occuparsi del monitoraggio dei danni fatti dalle radici degli alberi alle sedi stradali, non senta il bisogno di analizzare il quadro sopra riportato, e non si preoccupi del fatto che in questa città esiste un semplice regolamento delle Alberature urbane approvato nel dicembre del 2016 che ancora oggi non ha un regolamento attuativo; non si preoccupi del fatto che questa città non ha un Piano del Verde richiesto dalle leggi che regolano il Governo del territorio e soprattutto non si preoccupi dei criteri con cui il Sindaco di Firenze dovrà rispondere all’obbligo, ormai non più eludibile, di redazione, entro la fine del presente mandato, del Bilancio del Verde Urbano di Firenze conformemente a quanto richiesto dalla Legge 10/2013.

Un’amministrazione che vede negli alberi un grave problema da eliminare e non una insostituibile risorsa sanitaria, ambientale e paesistica, non può che agire come sta agendo. I danni provocati dagli eventi meteorologici di questi ultimi giorni mettono sempre più in risalto come, a 180-200 km/h di velocità del vento, nessun albero, nessun traliccio metallico e forse nessun palo della Tramvia potrà resistervi! Purtroppo non è possibile il rischio zero, e tanto meno gestirlo, soprattutto quando la competenza sul verde pubblico è dispersa tra quartieri ed assessorati, senza una chiara e semplice trasparenza amministrativa, come è invece in altri Paesi europei.

Poiché come cittadini riteniamo invece che le alberature urbane siano un bene ed una risorsa per la vita, e che per affrontare i problemi della pericolosità delle piante in contesto urbano si debba ripartire da investimenti di risorse economiche ed umane mirate alla cura e all’accudimento delle stesse, chiediamo che la Commissione Ambiente indichi quanto prima, su queste problematiche,sedute aperte con i rappresentanti dei cittadini, che hanno da offrire suggerimenti e richieste in proposito. Noi siamo pronti ad accettare l’invito da domani.


Italia Nostra,  Firenze          Coordinamento Cittadino Tutela Alberi, Firenze

BASTA L’AUTUNNO A DISPERDERE IL DRAPPELLO DEI SI’ TAV

Il presidio di consiglieri comunale, regionali e assessori del PD svoltosi il 30 ottobre davanti al cantiere della stazione Foster in via Circondaria


Recentemente la Commissione Trasporti della Camera, nell’ ambito della revisione del Contratto di programma tra Ministero delle Infrastrutture e RFI e in accordo con Regione e Comune di Firenze, ha deciso di procedere aduna revisione del progetto della stazione in zona Belfiore-Macelli, redatto dal Gruppo Norman Foster & Partenrs e Ove Arup, al fine di contenerne drasticamente i costi di progettazione e realizzazione”.

Anche se il consigliere regionale del M5S Giannarelli ha rivendicato l’atto parlando di “revisione totale della stazione Foster”, in realtà non c’è niente di nuovo. Restano i fondi stanziati per il tunnel (dei quali almeno la metà già spesi) e resta l’hub treno-gomma nell’area ex Macelli, di cui si parla da due anni senza costrutto.

Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti  Toninelli, intervenuto l’estate scorsa in due commissioni parlamentari, aveva annunciato di voler sottoporre ad una revisione complessiva, che contempli anche l’abbandono del progetto sia il potenziamento dell’aeroporto di Firenze, sia il Nodo Tav, ribadendo la necessita di una project review.

Per la verità in quell’occasione aveva anche sbloccato 47 milioni di euro per la realizzazione della linea 4 della tramvia, suscitando la soddisfazione dell’Assessore Giorgetti, ma accelerando improvvidamente, secondo noi, la cancellazione della tratta ferroviaria Leopolda-Cascine stazione, ricca di potenzialità, sostituendola con una inutile tranvia da le Piagge a Leopolda.

Questo per dire che l’atteggiamento del Governo attuale non sembra poi così ostile alle infrastrutture su ferro fiorentine. Non lo è riguardo al sistema tranviario e nemmeno riguardo all’Alta Velocità (Torino-Lione a parte), della quale sembra sposare la filosofia di fondo (Milano-Roma in meno di tre ore). Forse per questo non si riducono i finanziamenti, non si cancella il tunnel e si accetta la cosiddetta mini Foster, senza alcun riguardo per le ripercussioni urbanistiche locali. Ci sembra insomma che l’”abbandono del progetto” non sia certo un’opzione e che le sole preoccupazioni del Ministero, nel portare a conclusione la revisione, siano lo stato di avanzamento dei lavori e l’impegno finanziario.

Ma come dicevano i latini: quos vult Iupiter perdere, dementat prius. (“a quelli che vuole rovinare, Giove toglie prima la ragione”) e così il Sindaco (lo stesso che due anni fa definiva la stazione Foster “un incomprensibile spreco di denaro pubblico”) diversi  assessori e consiglieri sono scesi in strada. Questo anche se i lavori sono fermi non certo per colpa del Governo attuale ma di una lunga catena di errori progettuali e amministrativi, aggravatasi dal 2012 per la questione non risolta delle terre, per i gravi casi di corruzione, per i procedimenti giudiziari che hanno anche interessato esponenti di primo piano di quel partito oggi raccolto dietro ad uno  striscione.

Ultimo macigno sull’opera sono state le difficoltà dell’impresa costruttrice subentrata, il gruppo Condotte, che ha dovuto chiedere un concordato in bianco per evitare l’assalto dei creditori, mentre il suo amministratore delegato finiva indagato per una brutta storia di tangenti in Sicilia. Buchi di bilancio, licenziamenti e stipendi non pagati da mesi sono stati purtroppo il corollario di questa situazione.

Così Firenze è finita in ostaggio di due cantieri aperti ma fermi, a Campo di Marte e nell’area ex Macelli. Lungo i nove chilometri del Passante AV nel Nodo fiorentino (del quale i nostri amministratori favoleggiano la realizzazione al 50%), non è stato scavato nemmeno un centimetro di tunnel. Tanto meno si scaverà prima delle prossime elezioni amministrative.

Dopo una buona mezz’oretta di presidio comunque un grosso scroscio d’acqua ha interrotto l’avventura degli “oppositori”, costringendoli a rifugiarsi nella vicina pasticceria.

IN ATTESA DEL RESPONSO DEL MINISTERO E MESSE DA PARTE LE CHIASSATE, LA CITTA’ NON PUO’ CHE RIPARTIRE DA UN SERIO DIBATTITO PUBBLICO SULLA SITUAZIONE DEL NODO FERROVIARIO. VEDI AD ESEMPIO : Alta Velocità, si dibatte.

ANCHE ALLA LUCE DELLE NUOVE LINEE TRANVIARIE REALIZZATE E  IN PROGRAMMA, E DELLA CONSEGUENTE GENERALE CRISI DELLA MOBILITA’ CITTADINA.